BESTIARIO CLERICALE. QUESTA VOLTA TOCCA A LEI, SANTITÀ. MA NON SOLO.

27 Marzo 2019 Pubblicato da Lascia il tuo commento --

Marco Tosatti

 Cari amici di Stilum Curiae, lo so che l’avete già visto e rivisto, e che certamente avete commentato, fra di voi, con amici e parenti, oppure sui social e su qualche blog il video del Pontefice che sottrae l’anello al bacio dei fedeli. Lo so; però appare talmente surreale quel ritrarre continuamente e rapidamente la mano, quella manina svelta svelta, che scappa, come se fosse scottata, che ho pensato lì per lì a un montaggio di qualche anticlericale, che se, uno stile Almodovar, o un Moretti del film sui cardinali che giocano a pallavolo, per mettere in ridicolo la figura del Pontefice. Invece è autentico; e anche se è già vecchio, anche solo per dovere di archivio Stilum Curiae non può tralasciarlo.

Sul senso e contenuto del gesto non so che dire. Ma se si pensa che non sia giusto, opportuno, bello che i fedeli diano questo segno di devozione non alla mano, ma all’Anello, e a ciò che rappresenta, all’Alter Christus di cui è simbolo e pegno, perché non dirlo prima delle udienze? Sarebbe così semplice e chiaro mettere un cartello, o posizionare un qualche aiutante di Camera che sussurri alle persone in fila: Niente baciamano, per favore? Già, ma sarebbe un elemento della materia che più sembra difettare nella Chiesa attuale, cioè la non ambiguità, la non duplicità, la non bipolarità, cioè la chiarezza. Quella de sì, sì, no, no. Con il seguito che troppo spesso viene omesso…


Questa invece è una perla dell’udienza ai giovani del Collegio Barbarigo, qualche giorno fa. Il Pontefice fra le altre cose ha detto: “Andate avanti, sempre uniti, mai soli. Sempre uniti. I vecchi romani, che hanno abitato questa terra, dicevano: “Vae soli!”, guai all’uomo o alla donna che va solo o sola. Sempre con la famiglia, con gli amici, con la scuola, con la comunità: sempre in compagnia”.
Vecchi romani? Quelli dicevano Vae Victis. Vae Soli ha un’altra origine letteraria, l’Ecclesiaste…”Melius est ergo duos esse simul, quam unum … Si unus ceciderit, ab altero fulcietur: vae soli: quia cum ceciderit, non habet sublevantem se” (Ecclesiaste 4,10). È meglio essere insieme in due, che uno solo…se uno cadrà, sarà sostenuto dall’altro; perché se uno solo cade, non ha chi lo sollevi.

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