VIGANÒ E IL PAPA
VIGANÒ E IL PAPA. IL DRAMMA VISSUTO CON GLI OCCHI DEL TESTIMONE.
24 Febbraio 2019
Marco Tosatti
Cari amici
di Stilum Curiae, oggi parlo pro domo mea: vi annuncio l’uscita di uno
svelto libretto che racconta – con gli occhi del testimone – la
drammatica vicenda della testimonianza dell’arcivescovo Viganò. Sono
della vecchia scuola, di giornalismo, quella in cui si insegnava a non
scrivere in prima persona se non in eventi di rarità eccezionale. E
credo infatti che l’unico articolo del genere, o quasi, che io abbia
firmato fosse quello del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, a cui
fui presente, unico giornalista, per una serie di circostanze che forse
un giorno racconterò, e che permise a “Stampa Sera” di uscire con uno
scoop mondiale mezz’ora prima di chiunque altro. Tutto questo per dire:
quello che leggerete è in terza persona, per imbarazzo; non per imitare
Cesare…
Quando mercoledì 22 agosto l’arcivescovo Carlo Maria Viganò è salito
con una valigetta nera a casa di Marco Tosatti nessuno, se non il
presule stesso, poteva sapere che si stava per scatenare sulla Chiesa
una tempesta di proporzioni inedite, destinata a coinvolgere il
Pontefice regnante, responsabile, secondo l’ex Nunzio, di aver favorito e
usato Theodore McCarrick, nonostante fosse stato informato delle
predazioni sessuali compiute dal porporato ai danni di seminaristi e
giovani preti.Questo libro, scritto dalla persona che per prima ha visto la testimonianza di Caro Maria Viganò, l’ha aiutato con la sua esperienza professionale di mezzo secolo a farne un “editing” e a diffonderla, vuole ripercorrere questa vicenda, a cui ancora il Pontefice e il Vaticano non hanno dato risposta, e che anzi, con l’uscita di “Sodoma” il libro di Frederic Martel sulla lobby gay in Vaticano si arricchisce di una nuoca clamorosa conferma.
Il libro vuole anche tentare di sgomberare il campo da falsità e insinuazioni sparse a piene mani, sin dall’uscita della testimonianza Viganò, dai giornalisti legati alla cerchia di papa Bergoglio, e spesso ripresi dai mainstream media simpatizzanti e contigui. Oltre a far chiarezza sul reale ruolo di Marco Tosatti nella vicenda (c’è chi è arrivato a ipotizzare che avesse addirittura organizzato l’operazione, più o meno plagiando l’arcivescovo per fini politici!) il libro mette in prospettiva tutte le fasi. E contribuisce a far capire quali fossero le reali motivazioni di Viganò nel compiere una denuncia dolorosa.
I detrattori e gli accusatori mossi da Santa Marta avevano fra l’altro insinuato che alla base della denuncia ci fosse l’amarezza di Carlo Maria Viganò per non aver ottenuto la berretta cardinalizia. Scrive Tosatti:
“Benedetto XVI per due volte, nell’udienza concessa a Carlo Maria Viganò il 4 aprile 2011, gli offrì il posto di Prefetto della Congregazione per gli Affari Economici, in quel momento occupato dal cardinale Velasio De Paolis, che era stato di recente nominato commissario dei Legionari di Cristo. Secondo quanto ci è stato riportato in maniera confidenziale, ma sicura, l’allora Segretario del Governatorato rifiutò, perché voleva portare a termine l’opera di pulizia nel governo dello Stato della Città del Vaticano, e temeva che se se ne fosse andato la squadra che aveva organizzato a questo scopo sarebbe stata dissolta; come in effetti accadde, dopo la sua partenza per gli Stati Uniti. È un dettaglio inedito e di grande importanza, perché svuota di contenuto una delle accuse elevate dagli agiografi pontifici nei confronti dell’arcivescovo”.
E poi c’è la rivelazione di Martel, che l’ha avuta, e virgolettata, da persone dell’entourage del Pontefice: e cioè che il Pontefice è stato realmente informato da Viganò su chi fosse McCarrick, ma non ha ritenuto che le azioni del cardinale verso seminaristi e giovani preti fossero importanti. Se questo non viene smentito, che altro si può dire?
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