lunedì 6 febbraio 2017

Intelligenza Artificiale

Intelligenza Artificiale, che cos'è e perché trasformerà le aziende

Macchine che riproducono funzioni della mente umana: è l'AI che ha numerose applicazioni, dalla customer care alla sanità, dal digital marketing alla Fabbrica 4.0. Un mercato che nel 2020 avrà un valore di 47 miliardi. Ecco perché colossi come Google, Amazon e Facebook fanno incetta di startup

Scenari
di Luciana Maci
Il mercato dell’Intelligenza Artificiale (AI) sta crescendo in tutto il mondo. Sono sempre più numerose le startup e le imprese che decidono di investire in sistemi di Artificial Intelligence nei più vari settori: dal comparto automobilistico a quello finanziario, dall’healthcare al digital marketing, dalla Fabbrica 4.0 fino al mondo dell’editoria e del giornalismo. Solo per fare un esempio i chatbot, gli assistenti virtuali che rispondono in automatico alle richieste di un cliente, sono uno strumento di Intelligenza Artificiale. Il fenomeno è un hype sul quale negli ultimi mesi si sta concentrando l’attenzione dei media, ma è da tempo oggetto di studio e i numeri suggeriscono che non sarà un evento passeggero: nel 2015 c’è stata un’impennata di startup attive in questo campo e i grandi player stanno dando la caccia alle giovani società innovative. Negli ultimi 3 anni oltre 20 aziende attive nel campo delle tecnologie di AI avanzata sono state acquisite da colossi come Google, Amazon, Apple, IBM, Yahoo, Facebook, Intel. Vale dunque la pena di capire meglio cos’è l’AI e come sta trasformando il mondo delle imprese.
► Come è nato il termine “Intelligenza Artificiale” – Il temine ha radici antiche, ma il “padre” di questo concetto nell’età moderna può essere considerato Alan Turing, geniale matematico e scienziato inglese che dette un preziosissimo contributo alla fine della Seconda Guerra Mondiale decifrando per conto del governo britannico il codice di Enigma, la macchina usata dai tedeschi per inviare messaggi in codice. Nel 1950, a guerra finita, Alan Turing pubblicò “Computing Machinery and Intelligence”, testo in cui propone “il gioco dell’imitazione”, in seguito conosciuto come “Il test di Turing”.  Il motto di questo straordinario uomo di scienze è: “Una macchina è intelligente quando è in grado di far credere a un uomo di essere umana”. Ma il termine “Artificial Intelligence” risale per la precisione al 31 agosto 1955: era il titolo di un workshop organizzato da John McCarthy (Dartmouth College), Marvin Minsky (Harvard University), Nathaniel Rochester (IBM) e Claude Shannon (Bell Telephone Laboratories). Questo seminario, che si sarebbe tenuto l’anno dopo, a luglio e agosto 1956, è considerato generalmente come la data di nascita ufficiale del nuovo campo di studio e di sperimentazione. Inizialmente descritta come una nuova sotto-disciplina dell’informatica, in realtà da allora si sono moltiplicati gli studi e le nuove scoperte sull’Intelligenza Artificiale, che infatti ad oggi include una varietà di tecnologie e strumenti, alcuni già ampiamente sperimentati, altri relativamente recenti.
► Che cosa è l’Intelligenza Artificiale – Nonostante un ampio dibattito in campo scientifico, ancora oggi non esiste una definizione univoca di Artificial Intelligence. Rifacendoci alle teorie di Turing, si può dire che l’AI è “la scienza di far fare ai computer cose che richiedono intelligenza quando vengono fatte dagli esseri umani”. John McCarthy, docente del Computer Science Department della Harvard University, la definisce “la scienza di creare ed ingegnerizzare macchine intelligenti e in particolar modo programmi informatici intelligenti”. Per Techopedia, è un’area delle scienze informatiche incentrata sulla creazione di macchine intelligenti in grado di lavorare e reagire come esseri umani. Tuttavia molti concordano sul fatto che lo scopo dell’Intelligenza Artificiale non è replicare l’intelligenza umana, bensì riprodurne o emularne solo alcune funzioni.

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