sabato 30 giugno 2018

POMPEIPRIDE SFILA DAVANTI ALLA MADONNA

OGGI IL POMPEIPRIDE SFILA DAVANTI ALLA MADONNA. IL SANTUARIO: STATE BUONI SE POTETE. FORSE MEGLIO TACERE.

30 giugno 2018

Marco Tosatti


Oggi pomeriggio a Pompei si svolgerà il Pompei Pride. Il cui percorso prevede il passaggio davanti alla basilica della Madonna di Pompei. Sappiamo tutti che genere di manifestazione sia.
Ieri abbiamo letto una dichiarazione dei responsabili del Santuario, che vi offriamo qui:

“DICHIARAZIONE IN MERITO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 30 GIUGNO
In sintonia con la propria storia di solidarietà ed accoglienza e secondo l’insegnamento del Papa, la Chiesa di Pompei, in riferimento alla manifestazione in programma il 30 giugno, conferma l’impegno per il rispetto di ogni persona e di quanti si trovano in situazioni di discriminazione.
Nella circostanza, si richiamano le parole di Papa Francesco nella recente Esortazione Apostolica Amoris laetitia: «Ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione, particolarmente ogni forma di aggressione e violenza». Il Papa desidera che coloro che manifestano l’orientamento omosessuale «possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita» (n. 250).
D’altra parte, come Papa Francesco chiarisce, «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia» (n. 251). «La famiglia umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola» (16 giugno 2018).
Sempre in merito alla manifestazione, se un auspicio può essere espresso, esso non può che riguardare il rispetto delle convinzioni dei credenti, anche attraverso modalità e gesti che caratterizzano le manifestazioni a Pompei, città di fede e cultura”.
Mi chiedo se chi ha stilato questa dichiarazione abbia letto i motivi per cui il Pompei pride avviene, che potete leggere nella loro integralità – sono piuttosto lunghi e spaziano planetariamente – su questo sito.
Ne riportiamo due brani:
“la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali e transgenitoriali, anche attraverso il riconoscimento della filiazione alla nascita, l’introduzione dell’adozione per tutti e del matrimonio egualitario;
l’accesso all’adozione per coppie omosessuali e single;
l’accesso alle tecniche di pma per coppie omosessuali e donne single;
la garanzia della presenza di personale non obiettore nelle strutture mediche pubbliche, perché non sia messo a rischio il diritto delle donne di ricorrere all’ivg (interruzione volontaria di gravidanza).
Ci sembra che questa parte, almeno, non sia esattamente in linea con quanto sostiene (o ha sostenuto fino a ieri? Difficile dirlo, attualmente…) la Chiesa cattolica.
E anche questa parte, che getta uno squarcio di luce sui pericoli reali, continui, di salute e sopravvivenza, per chi adotta questo stile di vita e di rapporti:
“si richiede la riattivazione di campagne regionali d’informazione sulla prevenzione delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmesse) e sull’uso del preservativo, per cui chiediamo l’attivazione di campagne di distribuzione gratuita ai giovani e nelle scuole di II grado, focalizzando l’informazione anche sui recenti passi in avanti delle ricerca scientifica, garantendo al contempo i diritti delle persone sieropositive al fine di contrastare le discriminazioni sierofobiche. Sostenere ed informare sulle nuove campagne di vaccinazione anti epatite A e anti-HPV, gratuitamente come previsto dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, inserendo oltre alla popolazione omosessuale, come già previsto dal Piano Nazionale, anche le persone HIV positive. Si richiede inoltre di promuovere un drastico abbattimento del costo dei preservativi (a carico del sistema sanitario nazionale per le persone con basso reddito) e di informare la popolazione sulle nuove profilassi anti HIV: PrEP (Pre Exposure Prophylaxis), PEP (Post Exposure Prophylaxis) e TASP (Treatment as Prevention)”.
Vogliamo sperare che chi ha scritto la dichiarazione del Santuario non abbia letto il programma. Almeno avrebbe la scusante dell’ignoranza. Certo, penso che in certi casi se non si ha molto da dire; o non si ha il coraggio di dire che sfilare davanti a un santuario con questo genere di richieste, per non dire altro (e vedremo come si comporteranno i gaypridisti…) è almeno una provocazione; e non trovare altro da dire che ‘state buoni se potete’; beh forse è più dignitoso tacere.

http://www.marcotosatti.com/2018/06/30/oggi-il-pompeipride-sfila-davanti-alla-madonna-il-santuario-state-buoni-se-potete-forse-meglio-tacere/



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