domenica 16 luglio 2017

Papa Francesco chiede un GOVERNO UNICO MONDIALE!!!

Ancora una volta l'ha sparata grossa

Aggiornamento: Ne ha sparate e ne spara di grosse e clamorose anche sul versante internazionale. 
Riprendo l'immagine a sinistra, e relativa notizia, dal sito Blondet & Friends [qui]. Cliccarvi sopra per leggere la notizia, riguardante un delirante messaggio rivolto alla Mekel: un 'governo unico mondiale' per salvare l'umanità!


Durante l’Angelus di domenica, Bergoglio si è lasciato andare a una vera e propria teologia dell’immigrazionismo. Non se ne può più! Rischia di fare danni ancor peggiori di quelli che ci sovrastano... Leggo su La Stampa 
«Alla fine saremo giudicati sulle opere di misericordia», sostiene all’Angelus Francesco citando la celebre canzone di Mina (con Alberto Lupo) «Parole, parole» per mettere in guardia dalle «parole che si porta via il vento» e per distinguere le opere di misericordia da una solidarietà solo affermata con le parole. «Dio è nei rifugiati che tutti vogliono cacciare via. Il mio prossimo ha anche nazionalità e religioni diverse», evidenzia Francesco. [...] Infatti il Signore potrà dirci: «Ti ricordi quella volta, sulla strada da Gerusalemme a Gerico? Quell’uomo mezzo morto ero io. Quel migrante che volevano cacciare via ero io. Quel nonno abbandonato ero io. Quel malato che nessuno va a trovare in ospedale ero io».
E il commento de Il Primato Nazionale:
Roma, 11 lug – Se l’immigrazione è un fenomeno politico, allora la politica deve fare le sue scelte e prendere le sue decisioni. Ma se l’immigrato è addirittura… Gesù, come regolarsi? Non lo si può cacciare, volete forse cacciare il figlio di Dio? Ma non si può neanche porre dei limiti alla sua presenza qui, o vincolarne la venuta a determinate condizioni: suvvia, chi si metterebbe a snocciolare l’elenco dei diritti e dei doveri al Cristo, a parte Pilato? Ed ecco, quindi, come Papa Francesco ha risolto la questione dell’immigrazione: non più limitandosi a generici appelli all’umana capacità di accoglienza, ma identificando tout court il migrante e Gesù Cristo. E di fronte al Signore, si sa, c’è un unico atteggiamento valido: aprire il proprio cuore. E le proprie porte. Durante l’Angelus di ieri, Bergoglio si è lasciato andare a una vera e propria teologia dell’immigrazionismo. [...]
Ignorare le responsabilità dei governanti innanzitutto nei confronti della Nazione e dei cittadini; ignorare la prioritaria attenzione ai 'prossimi'; diluire il Cattolicesimo facendolo diventare un neo-protestantesimo; diluire l'etnia Cristiano Europea con immigrati africani, et alii, islamici; fare un gran polpettone, condito con la crisi economica, con seri rischi di destabilizzazione, posto che gli islamici nel loro DNA spirituale e politico sono l'antitesi di tutti gli altri... Alla fine avranno gioco facile i dissolutori non più tanto occulti della nostra civiltà con gli assist non più tollerabili di chi parla ideologicamente da una Cattedra prima di tutto spirituale. Dalle parole del Papa ci si attende una valenza teologica - non politica né tanto meno ideologica - chiara ed inequivoca. A questo riguardo non rimpiangeremo mai abbastanza il suo predecessore:
«Bisogna saper coniugare solidarietà e rispetto delle leggi, affinché non venga stravolta la convivenza sociale e si tenga conto dei principi di diritto e della tradizione culturale e anche religiosa da cui trae origine la Nazione italiana». Il riferimento dunque non è solo alla sicurezza ma anche all'identità, e a una identità non solo culturale ma anche religiosa, con un preciso rilievo sul rischio che questa sia «stravolta»... «questa esigenza è avvertita in modo particolare da voi che, come amministratori locali, siete più vicini alla vita quotidiana della gente»... La difesa dell'identità rischia oggi di diventare impossibile senza un riferimento esplicito alla religione «perché – come dice il Salmo – "se il Signore non vigila sulla città, invano veglia la sentinella" (127,1)». Benedetto XVI, Udienza del 12 marzo 2011 ai sindaci dell'ANCI
Sulla impropria identificazione dei poveri (in questo caso anche dei migranti) con Cristo è recidivo e lo avevamo confutato, insieme ad altro, qui.
 

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