domenica 9 aprile 2017

il silenzio sulle incredibili affermazioni di Bergoglio significa solo una cosa

Gesù non si è fatto peccato né diavolo, si è fatto uomo per salvarci dal peccato e dal diavolo di cui l'uomo era ed è schiavo se non Lo accoglie!

Riprendo quanto scrive Luisa e aggiungo il mio commento. Le due immagini inserite, emblematiche del simbolismo richiamato, si giustappongono nella navata centrale della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano.
Scrive Luisa: "Da tempo oramai non leggo più le "meditazioni" quotidiane di Santa Marta, in realtà per la mia serenità ho smesso molto in fretta di farlo, ma quel che è riportato da Socci mi ha spinto ad andare alla fonte, ecco Bergoglio nella sua personalissima lettura e percezione del segno della croce":
«Il serpente di bronzo guariva ma il serpente di bronzo era segno di due cose: del peccato fatto dal serpente, della seduzione del serpente, dell’astuzia del serpente; e anche era segnale della croce di Cristo, era una profezia».
E «per questo il Signore dice loro: “Quando avrete innalzato il figlio dell’uomo, allora conoscerete che io sono”». 
Così possiamo dire «Gesù si è “fatto serpente”, Gesù si “è fatto peccato” e ha preso su di sé le sporcizie tutte dell’umanità, le sporcizie tutte del peccato. E si è “fatto peccato”, si è fatto innalzare perché tutta la gente lo guardasse, la gente ferita dal peccato, noi.
Questo è il mistero della croce e lo dice Paolo: “Si è fatto peccato” e ha preso l’apparenza del padre del peccato, del serpente astuto».
“Sì, io porto la croce per far vedere che sono cristiano”». E «sta bene», però «non solo come distintivo, come se fosse una squadra, il distintivo di una squadra»; ma, ha detto Francesco, «come memoria di colui che si è fatto peccato, che si è fatto diavolo, serpente, per noi; si è abbassato fino ad annientarsi totalmente». (Fonte: sito del Vaticano)
Io continuerò ad evitare di leggere quelle "meditazioni", e penso di non essere la sola, ma è sconcertante che non ci sia nessuno che osi contraddire Bergoglio, che osi riprendere quelle sue personali letture della Sacra Scrittura per rimettere il tutto sui binari della retta fede, per tentare di arginare gli effetti devastanti di quel fiume in piena che sembra tutto travolgere sul suo passaggio, ma anche quelli più sottili, più subdoli perché legati ad immagini, a frasi, semplici e a sicuro effetto emotivo, che lavorano su un terreno molle e rammollito pronto ad accogliere quelle suggestioni che lo lasciano e lo incoraggiano a restare nella sua "zona di confort".
Aggiungo, per ripareggiare la verità:
Gesù non si è fatto peccato né diavolo, si è fatto uomo per salvarci dal peccato e dal diavolo di cui l'uomo era ed è schiavo se non Lo accoglie!
Non è venuto a redimere i demoni, ma gli uomini...
Per questo si è incarnato come uomo prendendo su di sé le conseguenze del peccato.
E, se Lui è l'agnello senza macchia che ci ha redenti a prezzo della sua vita umano-divina donata sulla Croce, offrendosi soffrendo e obbedendo fino in fondo al Padre al posto nostro, come si può dire che si è fatto peccato e, ora addirittura e persino diavolo?
Il segno del serpente innalzato da Mosè è figura della Croce, non altro. E Gesù non si è "fatto innalzare perché tutta la gente ferita dal peccato lo guardasse", ma per redimerla espiando al suo posto (è questo che si rinnova ad ogni Eucaristia fino alla fine dei tempi) e rigenerarla con la resurrezione!
Vi rimando anche a quanto da noi a suo tempo detto qui su Cristo-peccato, soprattutto nella ricca discussione.
 

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