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L’EDITORIALE DEL VENERDI
di Arai Daniele
Di fronte al silenzio del Vaticano attuale sul Segreto di Fatima, vi è crescente consenso che ciò denoti la continuazione d’inganni, contraddizioni e indifferenza verso tale Profezia, anche se Bergoglio ha programmato un viaggio a Fatima. Ma queste sono ormai nella routine dei «papi conciliari; se vanno ovunque non potrebbero trascurare il foltissimo pubblico di Fatima.
E poi, in quest’anno centenario l’argomento Fatima è inevitabile, anche se messo assieme alla riforma luterana e magari ad altre rivoluzioni massoniche e comuniste. Comunque, già da questa ignobile associazione di date applicata al messaggio portato da Maria Santissima, si desume la volontà impregnata dal naturalismo d’ignorare il suo contenuto profetico. Eppure, la vorticosa realtà religiosa di Roma, induce molti a tornare sul 3º Segreto per trovarci delle luci che spieghino l’andazzo preoccupante di un «papato» deforme e pericoloso che evoca la presenza di anticristi, come scritto da Mgr Lefebvre trent’anni fa.
Molti cattolici lo percepiscono e lo descrivono sollevando pesanti dubbi sull’onestà di tale Roma.
Antonio Socci è una delle voci più conosciute portatrice del dubbio sul un 4º segreto, aggiornando il caso del senso del mistero nascosto. Ora torna alla carica prendendo lo spunto dall’articolo di Marco Tosati, quello del «Segreto mai svelato».
Nel mio angoli, all’ombra di tale mondo, sono quello del «Segreto svelato mai compreso» o «Nel Segreto di Fatima … il mistero dell’altra Roma» (RS). Enblematicamente, i commenti su nuovi segreti nascono proprio dal pensiero su l’esistenza di una tutt’altra Roma, mai, però, arrivando alla conclusione inevitabile del vuoto a causa della morte del Papa cattolico, questione troppo grave per chi ci vuole convivere.
Adesso si tratta di un «segreto» apocrifo scritto probabilmente da un americano che scrive la data a modo loro, cioè prima il mese poi il giorno, per giunta sbagliando la data e poi scrivendo il Juan Paulo II, come se fosse il suo nome in portoghese. Scambia poi il termine catedra con catredale. La firma è un’impronta digitale. Il testo fu diffuso nell’aprile del 2010 dal sito «traditioninaction» del mio conterraneo Atila Guimarães, che ora dubita dell’autenticità di quanto arrivatogli anonimamente, Ad ogni modo lo ha pubblicato perché diceva riflettere la situazione attuale a Roma. Ecco dove s’incontrano tutte le giustificazioni: l’altra Roma dell’autorità decaduta!. Ecco un pezzo di quanto scritto:
  • “Nostra Signora ci mostrò una visione di un individuo che io descrivo come ‘il “Santo Padre’, davanti a una moltitudine che stava lodandolo. Però c’era una differenza con un vero Santo Padre, lo sguardo del demonio, questo aveva gli occhi del male. Poi, alcuni momenti più tardi, vedemmo lo stesso Papa entrare in una Chiesa, però questa Chiesa era la Chiesa dell’inferno, non c’è modo di descrivere la bruttezza di questo luogo, sembrava come una fortezza fatta di cemento grigio, con gli angoli rotti e le finestre come occhi, aveva un picco sul tetto dell’edificio. Subito alzammo lo sguardo verso Nostra Signora che ci disse avete visto l’apostasia nella Chiesa, questa lettera può essere aperta dal Santo Padre, però deve essere annunciata dopo Pio XII e prima del 1960. Nel regno di Juan Paolo II la pietra angolare della tomba di Pietro deve essere rimossa e trasportata a Fatima. Poiché il dogma della fede non è conservato a Roma, la sua autorità sarà rimossa e consegnata a Fatima. La cattedrale di Roma deve essere distrutta e una nuova costruita a Fatima.”
Chi scrive questo vede giustamente una situazione paurosa a Roma. Del resto si deve dire lo stesso per il segreto apocrifo di Fulda, degli anni Ottanta, sottoscritto indirettamente perfino dal card. Ottaviani. Quello riprendeva un po’ La Salette e poi servì a don Villa per un suo sunto, senza la questione centrale che scotta.
Nella storia di Fatima quello che rimarrà sarà il punto d’incontro di tutte queste falsificazione del vero 3º Segreto, diffuse e pubblicate, mentre il suo testo autentico, fatto pubblicare nel 2000 da Giovanni Paolo 2º, che pensava di appropriarsene per il culto della sua personalità, viene praticamente dimenticato.
L’ostacolo insuperabile per tutte queste persone, del mondo ecclesiastico e giornalistico, è la visione stessa della morte del Papa col suo seguito, più chiara nel 1960. Preferiscono parlare di falsi testi. Il vero? Se lo accettano è come sussidiario a quelli apocrifi o a un 4º segreto tuttora da trovare!
Così, un rifiuto compulsivo fa sì che si rifiuti la visione dalla virtuale morte del Papa come é chiaramente nella visione. Non solo, ma fa accantonare la sua datazione documentata dalla stessa testimonianza di Lucia al card. Ottaviani. Perché tale rifiuto, anche nel testo sopra, dove pure vedono un falso papato? cioè la rimozione dell’Autorità, fino alla distruzione della Sede e il trasferimento di quella vera a Fatima, per sopravvivere? Penso che sia a causa del sollto insensato tabù: non apparire sedevacantisti!
Da parte mia, ritengo di non poter fare di più per la chiarezza del Messaggio profetico che ripetere ragioni per cui il testo pubblicato nel 2000 è l’autentico e essenziale, pur essendo diffuso dal Vaticano degli anticristi. La Provvidenza divina per svelarlo ai semplici cattolici, si è servita dell’illusione di Giovanni Paolo 2º, convinto d’essere l’eletto di Fatima, per svelarlo. Ci sono testimonianze autentiche che possono venire anche  anche dai traviati, come fece Caifa sul Sacrificio unico di Gesù.
Pure la tacita testimonianza negativa di Giovanni 23, prendendo le distanze dalle profezie di sventure, attesta la sparizione della voce pontificale autentica sostituita da quella adulterata di tali innovatori. Costui, allo stesso tempo che riconosce il Messaggio di Maria SS., lo censura. Infatti, questo allude alla preservazione del «Dogma della Fede» che, se fosse limitata al Portogallo, starebbe ad indicare la diffusa apostasia nel resto del mondo, senza esclusione dello stesso Vaticano. Anzi, a iniziare proprio da li dove si prendele distanze dalle profezie per indire con una falsa «inspirazioni» il Vaticano 2, ordinato dai signori de mondo!
C’è un evidente rapporto d’ordine cronologico tra gli «aggiornamenti» dottrinali dei «papi conciliari» col conseguente smarrimento della fede nel mondo e il rifiuto del Messaggio, che è profezia su questi tempi. Infatti, tutto ciò è iniziato a manifestarsi con forza poco prima del 1960, tempo in cui la terza parte del Segreto di Fatima andava svelata «perché più chiara». Ora, il dato cronologico di una realtà legata a questa terza parte del Segreto porta i fedeli a mettere nel presente l’avviso precedente di La Salette: «Roma perderà la Fede e diverrà la sede dell’Anticristo». Sì, perché Nostra Signora consegnò ai fedeli profezie sull’ora terribile per la Chiesa, indicando come in questo tempo, una nuova classe di prelati deviati dominano per la rovina della Fede e il discredito dell’Autorià pontifiicia; vero attacco indiretto ma mortale al Papato cattolico e apostolico.
Da ciò spuntano due ipotesi per vagliare il Segreto di Fatima pubblicato nel 2000:
1ª- Il testo della visione del Segreto, sul virtuale massacro del papa con il suo seguito, fu falsificato o mutilato in Vaticano sostituendo, non solo il testo, ma Lucia, che lo confermò.
2ª- Il testo pubblicato nel 2000 è vero e di fatto il papa cattolico, guardiano della verità rivelata, fu virtualmente «eliminato» con la morte di Papa Pio XII nel 1958.
Le due ipotesi puntano al Vaticano: o là ci sono falsari, o là fu «eliminato» il vigilante che impedisce falsità religiose: il papa cattolico col suo seguito fedele. Solo così la Santa Sede poteva aver pubblicato lettere false proposte come visioni trasmesse da Maria Santissima. Ad ogni modo, siamo di fronte alla visione di un vero delitto; Tanto se tale testo è falso – come alcuni pensano – tanto se è autentico – come crediamo. Non si sfugge! Ciò, sì, è in tal modo spaventoso che molti preferiscono accusare la falsità, non dei contraffattori di Fatima, ma del testo pubblicato nel 2000, con l’anuenza di Suor Lucia.
Elementi per far riconoscere l’autenticità del testo pubblicato
Come si è visto, tale spiegazione non può venire dai capi del Vaticano attuale, ma può venire indirettamente dal comportamento vergognoso di questi di fronte al vero Messaggio profetico di Nostra Signora. Potrebbero costoro aver mobilitato una squadra di tecnici per falsificare quello scritto e un’altra per sostituire Suor Lucia? Se l’avessero fatto, avrebbero realizzato un testo più credibile. Invece, lo pubblicarono perché del Segreto ne capirono poco o niente.
In verità, il testo fu rivelato per disegno della Provvidenza, che si serve anche delle travi della superbia dei potenti per offrire la verità agli uomini di buona volontà. Perciò questi devono applicarsi a capire quanto pare misterioso riconoscendo questioni anche semplici, che seguono.
Nella terza parte del Segreto oltre la visione vi sono parole di Maria Vergine. Tali parole seguono logicamente la frase “in Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc.” Sono le parole della frase conclusiva sulla promessa del messaggio, già pubblicate insieme alla sua 1ª e 2ª parte e appartenente necessariamente alla sua terza e ultima parte.
Questa conclusione della terza parte non doveva rimanere segreta perché Gesù fece sapere a Suor Lucia il 17 dicembre del 1927 che era da pubblicare tutto quanto si riferiva alla devozione all’Immacolato Cuore di Maria, e ciò è anche in quest’ultima parte.
Se dopo la visione dell’Inferno la Madonna parlò per consolare i pastorelli, spaventati di tanto orrore, nello stesso modo lo fece dopo la visione del «massacro papale». Sono parole finali di consolazione, quelle della sua terza e ultima parte che da molti anni si conoscono.
Alla luce di queste parole la terza parte del Segreto è solo comprensibile collocando la frase sulla fedeltà in Portogallo nel suo posto giusto: questa posizione è la chiave della questione.
Ora, nessuno dubita della costante preoccupazione della veggente Lucia di ubbidire l’ordine divino di non svelare la terza parte del Segreto. A ciò è legata la data inizialmente condizionale, come già spiegato e quanto traspare dai dialoghi di Lucia con Giacinta, che sono già di aiuto per svelare la questione, poiché versano sulle «sofferenze del Santo Padre». Lucia non era sicura se la frase riferita al Portogallo appartenesse alla parte segreta. Perciò non l’ha pubblicata nella Terza Memoria, ma s’è convinta che poteva pubblicarla in seguito e l’ha fatto nella Quarta Memoria, collocando la frase di modo a non svelare niente del Segreto.
Prima o dopo questa frase sarebbe il luogo dove andava inserita la visione segreta? La copertura migliore la otterrebbe, aggiungendola alla fine, come aggiunta dimenticata. E la frase è rimasta alla fine, senza un nesso logico, ma senza che nessuno domandassi perché. Anzi, ideando versioni possibili. Il perché la frase sul Portogallo è in quel luogo risale allora alle misure di Suor Lucia per meglio tenere occulta la parte segreta. La cosa non ha interessato il Vaticano, che ha ignorato pure la chiave della questione, facendo riferimento soltanto alla Terza Memoria della Suora. Compotamento strano per quanti volevano svelare tutto del Segreto.
Dove allora collocare tale correttamente, di modo che abbia senso e spieghi le parole della Madonna nella terza parte del Suo messaggio e in questo modo anche la visione dove sta nel completo del Segreto? Questo luogo non può essere altro, per una sua comprensione logica, dopo la frase:… «varie nazioni saranno annientate».
Vediamo allora come va letto il Segreto nella sua parte finale, dopo la frase «varie nazioni saranno annientate» e la visione simbolica del massacro del Vescovo vestito di bianco con il suo intero seguito fedele.
La descrizione della visione dovrebbe far riconoscere la tragedia dell’«eliminazione» del Papa cattolico per un tempo indeterminato, che non viene segnalato se non dalla conclusione con la venuta del Papa che consacrerà la Russia.
“In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, (ecc., cioè, quel che si conosce)… “Alla fine il mio Immacolato Cuore trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace.”
Il Segreto di Fatima presenta, perciò, la visione simbolica di una ecatombe papale, vista dai pastorelli. Ma la Profezia si conclude con la presenza del Papa cattolico e perciò, col trionfo della Fede e di Maria Vergine, che aveva promesso di tornare a Fatima ‘ancora una settima volta. Ciò, verosimilmente, in un tempo connesso al ritorno del Papa, che finalmente compirà la richiesta di consacrazione, segno che manifesterà il trionfo della Fede, ottenendo la conversione della Russia e un periodo di vera pace in terra.
Pertanto, questo trionfo finale di Maria Santissima anticipa il vero risorgimento della Cristianità dopo la lacerazione letale che è, per la Chiesa e anche per il mondo, la vacanza del Papato. Peggio della vacanza; l’occupazione del Luogo Santo per quanti sono alieni alla verità e a Fatima e non intendono convertire nessuno all’unica Fede della Chiesa, come ordinato da Gesù, unico Suo Capo.
Dopo aver letto la terza parte del Segreto, della visione dell’ecatombe del Papa cattolico col suo intero seguito fedele, di vescovi, consacrati e laici, di uomini e donne, uccisi «con spari e frecce», questo simbolismo servirà a far capire la realtà di quanto è accaduto nella Chiesa appena prima del 1960, un confronto che spetta ai suoi figli riconoscere il base alla situazione che essa vive: l’assenza dell’autorità cattolica.
Non si è eretto forse allora un papato fasullo che non intende più né giudicare né convertire? Non ha forse questo nuovo «potere religioso» dichiarato la liberta di coscienza e di religione, per cui le conversioni all’unica Chiesa di Cristo rimane semplice opinione, tanto più per gli Ebrei che conservano la loro antica Alleanza, rifiutando quella Nuova ed eterna del Redentore incarnato?
Quale fatto, appena prima del 1960, ha tale dimensione escatologica? La risposta sta nell’evento storico dell’elezione fasulla nel 1958 di Giovanni XXIII, un modernista spergiuro e filo-massone infiltrato, che rovinò la vita della Chiesa e del mondo. Esso fu messo per rompere coi 260 Papi che erano d’«ostacolo» a queste perfidie, ma la cui autorità fu nei nostri tempi virtualmente rimossa.
Ora, contro i fatti non vi sono argomenti, con o senza la visione del Segreto. Il minimo che si può affermare, senza paura di sbagliare, è che in Vaticano non presiede più un guardiano della verità cattolica. Una «liquidazione» perché fosse dato il via alle liberalità apocalittiche di coscienza e di religione del Vaticano due.
Quanto alla durata di questa realtà non è dato sapere, perché dipende anche del grado di apostasia del così detto mondo cattolico. Certo, però, è che accadrà solo «alla fine» del lungo e tormentato interregno storico attuale.
Dopo la consapevolezza di questa «liquidazione» rappresentata nella visione del massacro del Papa col suo intero seguito cattolico, cosa si attende? Hanno ancora bisogno di parole della Madonna per spiegarlo e allora assumere una posizione di resistenza, che non è altra se non quella dettata dal Vangelo e dalla legge della Chiesa di fronte ad una occupazione sacrilega? Non deve essere questa testimoniata dai tetti pure senza l’appoggio del Segreto? Al contrario, impugnare la validità di esso per non accusare il delitto e il nome dei demolitori della Chiesa di Cristo, è indegno di chi vuol essere un suo figlio fedele.
Quali siano i disegni della Provvidenza divina per sanare tale situazione di rovina interna cattolica, è mistero. Certo è che i fedeli non possono accettare che la menzogna presieda in Vaticano sotto il nome di Pontificato cattolico: niente più terrificante per questo mondo già irretito dal menzognero originale del «sarete come dei»!