mercoledì 29 marzo 2017

consumando civiltà

Abbiamo vissuto consumando civiltà. E non ne è rimasta più.

C’è  questo Zangari di Borgo Vercelli   di 49 anni che  non tollera di essere lasciato dalla moglie di 41; da mesi la malmena; infine  la insegue, ne tampona l’auto, la accoltella con 21 coltellate. Ci sono i giovinastri di Alatri che in nove o dieci ammazzano un ragazzo, in un’aggressione a più riprese, stritolandogli cranio e vertebre con manganelli e spranghe;  due giorni di agonia; attorno al delitto,  omertà. C’è l’ex carabiniere di  Trento che faceva lo speculatore finanziario,  vita di lusso  senza averne i mezzi, cosa che ha nascosto a tutti;  il giorno dopo avrebbe dovuto firmare l’acquisto di un attico da 1,23 milioni;  per cui, ammazza a martellate i suoi due figli, di 2 e 4 anni  (la figlia di 13 si salva perché era in gita), lascia i corpicini in un lago di sangue, e poi si butta con l’auto in un dirupo.  Solo pochi giorni prima abbiamo saputo del tredicenne, lievemente subnormale,  angariato e violentato per  quattro anni da  undici ragazzi, tutti minorenni, tre  sotto i 14 anni a Giugliano.   L’ultima volta è stato a gennaio: la mamma della vittima  ha visto  lui e i compagni “in atteggiamento ambiguo”, e solo allora si è accorta di quel che soffriva suo figlio. La scuola,  gli insegnanti, i vicini niente.
Non so se  sia un addensarsi casuale di questi delitti neri e orrendi. Non credo; temo che la decadenza della civiltà stia  aggravandosi, il Degrado stia diventando  Caduta, motus in fine velocior.   Ciò che accomuna  questi delitti mi pare un egoismo mostruoso e belluino, un primitivismo sub-umano,  una soggezione ai propri impulsi primari così cieca e  totale, da far sospettare negli assassini sia già avvenuta la metamorfosi in bestie.  E’ come se questi non fossero mai vissuti in una civiltà, non ne abbiano mai conosciuto i costumi umani, la  moderazione  degli impulsi in vista  – se non altro – delle conseguenze; è come se, belve  stupide  o cannibali, fossero balzati  fuori dalla foresta originaria per ammazzare i conoscenti a sprangate, i figli a martellate e le mogli a coltellate. “Donne di merda… vi ricordo una cosa sola… toglietemi mio figlio e vi sfracello  –  non toccate il mio sangue“, ha scritto la bestia di Vercelli;  ciò conferma  la sensazione che venga da un mondo non dico pre-razionale, ma pre-culturale: “Non toccate il mio sangue”, è  una frase di un  mondo di antiche faide paleolitiche, forse di Neanderthal.  Ma si capisce che è un primitivismo recitato e voluto, se solo si considera che l’età  dei figli che secondo lui “le donne” gli volevano portar via: 16 e 22 anni.  Un istinto di proprietà, i figli NON  esistono, se non come “roba mia”; anche l’altro che ha martellato i figli di 2 e 4 anni, l’ha fatto perché “sono roba mia”: un egoismo così mostruoso che non cura   nemmeno  di vedere  gli altri, i figli, la donna un tempo amata,   come viventi, come sofferenti e degni di una loro vita; sono come oggetti. Oggetti inanimati. O da inanimare  a martellate, o come il ragazzo a sprangate, fino a che non si muovono più: così, senza pensare alle conseguenze, per un impulso – si sa, al cor non si comanda.

Non  più solo barbari verticali…

http://www.maurizioblondet.it/vissuto-consumando-civilta-non-ne-rimasta-piu/

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