venerdì 10 febbraio 2017

Moderna sovversione gesuitica


di Belvecchio




Nelle ultime notizie da Santa Marta Sandro Magister cita un brano di un articolo sulle donne prete scritto dal gesuita Giancarlo Panie pubblicato su La Civiltà Cattolica.
In esso abbiamo notato un passaggio curioso che ci ha fatto riflettere su una certa doppiezza ormai divenuta tipica dei moderni figli spirituali di Sant’Ignazio.
Dimentichi degli insegnamenti e del carisma del loro Santo Fondatore, sembra che i nuovi gesuiti facciano di tutto per avvalorare quell’accezione popolare del termine “gesuita” inteso spregiativamente come sinonimo di doppiezza. D’altronde, da dopo l’era di Bergoglio, tale accezione negativa sembra destinata a rimanere l’unica rispondente alla realtà.

Il vice direttore de La Civiltà Cattolica scrive:
“Non avrebbe senso sostenere che la Chiesa deve cambiare solo perché i tempi sono cambiati, ma resta vero che una dottrina proposta dalla Chiesa chiede di essere compresa dall’intelligenza credente.”
Il ragionamento è più articolato, ovviamente, ma il nostro gesuita ci rivela una cosa incredibile: che sarebbe insensato che la Chiesa cambiasse a seconda dei tempi, ma che è necessario che essa insegni in modo che possa essere compresa dall’intelligenza comune degli uomini del tempo.
Insomma, come dire: è insensato che la Chiesa cambi, ma se non lo fa non la capisce nessuno, ergo, la Chiesa deve cambiare per essere compresa.
Tutto questo per dire che bisogna giungere all’ordinazione sacerdotale delle donne perché altrimenti “non [si] riesce a comprendere come l’esclusione della donna dal ministero della Chiesa possa coesistere con l’affermazione e la valorizzazione della sua pari dignità”.

Ora, che non lo capisca il Pani, passi, ma che egli voglia sostenere, autorevolmente ?!, che non ci sia nessuno che possa capirlo, è cosa che scaturisce dalla spocchia dei nuovi preti della neo-chiesa, i quali hanno fatto la guerra al clericalismo preconciliare per sostituirlo con quello postconciliare, sebbene sprovvisto di quel minimo di arredo culturale che sosteneva il primo.
Tale forma mentale, schiava del mondo che cambia, non riesce ad ammettere che si possa parlare della dignità della donna e insieme acconsentire al divieto di ordinarla prete, che è certo una legge ecclesiastica, ma che deriva direttamente dalla manifesta volontà di Nostro Signore di trasmettere il sacerdozio solo agli uomini.

Ora, sarà anche possibile, bestemmiando, sostenere che Nostro Signore fosse “maschilista”, ma è un dato di fatto che all’Ultima Cena, per Sua manifesta volontà, non era presente neanche la Santa Vergine, mentre era presente nel cenacolo il giorno della Pentecoste.
Queste cose un prete dovrebbe saperle e un gesuita dovrebbe essere in grado di spiegarle, invece di farsi venire le doglie dell’incomprensione di una cosa così elementare.

D’altronde, la discesa dello Spirito Santo su Maria Santissima, non basta a lui e ad altri, a fondare quella dignità della donna di cui oggi tutti si riempiono la bocca e di cui tutti ignorano il vero significato. Senza contare le migliaia di riferimenti che in tal senso si ritrovano nella Sacra Scrittura e in tutta la storia della Chiesa con le sue innumerevoli Sante; e senza contare altresì il palese riconoscimento di tale dignità che si ritrova in tutta la storia ordinaria della Cristianità, fatta di famiglie religiose rette da donne virtuose che hanno amorevolmente e cattolicamente sostenuto i mariti ed educato i figli – senza di che avremmo avuto da gran tempo l’inciviltà che oggi si diffonde a macchia d’olio anche con l’aiuto di gesuiti come il nostro Pani.

La verità è che i nuovi preti della neo-chiesa non pensano a riconoscere la dignità della donna, ma vogliono piegare indegnamente la Chiesa cattolica ai dettami del mondo, e l’ordinazione delle donne è uno dei punti chiavi per demolire la Chiesa voluta da Nostro Signore e tirarne su un’altra voluta dall’Anticristo.
In altre parole: fino a quando la Chiesa cattolica rimarrà più o meno integra, essa sarà da ostacolo all’avvento dell’Avversario: stravolgendola, trasformandola, umanizzandola e mondializzandola essa sarà il varco per il quale passerà il fiume impetuoso che distruggerà prima la Chiesa, nei limiti voluti da Dio, e poi il mondo e l’uomo.

Che farà Francesco?
Domanda oziosa: Francesco ha già deciso e fatto… e per cominciare ha fatto scrivere l’articolo in questione al suo compagno di merende.
Lo scopo del prossimo Sinodo dei Vescovi sarà di sancire l’ordinazione femminile e omosessuale, con grande giubilo dei modernisti e col plauso del mondo anticattolico… sempre che il Signore non provveda prima in qualche modo.
E cosa faranno i vescovi “conservatori”? Proporranno nuovi “dubia”, mentre intanto la Chiesa continuerà a sgretolarsi lasciando i veri fedeli di Cristo in balia di se stessi e fidandi solo nell’aiuto di pochi veri sacerdoti rimasti che li aiuteranno a perseverare nella fede, magari fuori dalla struttura ufficiale della Chiesa, ormai in mano agli anticristi.

Per concludere si è obbligati a pensare a coloro che sembrano morire dalla voglia di abbandonarsi tra le braccia della misericordia di Bergoglio. Noi pensiamo che sarebbe bene che costoro riflettessero prima della fatidica scadenza.

Si dice infatti che il “timbro” mancante per l’abbandono nelle braccia amorevoli di Bergoglio, potrebbe portare la data del 7 luglio 2017, decennale del Summorum Pontificum che sancì magisterialmente che la S. Messa degli Apostoli è oggi per la Chiesa cattolica un fattore “straordinario”, a fronte di quello “ordinario” rappresentato dalla nuova Messa riformata che è di fatto un consistente stravolgimento della prima.
Quasi a sancire che la rivoluzione continua: da Ratzinger a Bergoglio, passando per il plauso di Fellay.
E si dice anche che tale timbro potrebbe portare la data del 13 maggio 2017, centenario della prima apparizione di Fatima. Quasi a permettere a Mons. Fellay di gridare al miracolo per l’ottenuto riconoscimento in seguito alle sue ripetute crociate del Rosario.

Ci pensino bene i desiderosi dell’abbraccio di Bergoglio e si ricordino che nel 2012, dopo altre crociate simili, Mons. Tissier de Mallerais parlò di intervento salutare della Madonna per lo scampato pericolo dell’abbraccio di Ratzinger, non meno mortale di quello di Bergoglio.
E si ricordino altresì che questa volta si va incontro all’accettazione, seppure tacita, della distruzione dello scopo della Fraternità Sacerdotale San Pio X: la preservazione del vero sacerdozio cattolico.

Un vecchio proverbio ammonisce: “meglio soli che male accompagnati!”.


http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1846_Belvecchio_Sovversione_gesuitica.html

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