lunedì 23 aprile 2018

sabato 21 aprile 2018

Auroras

INTERPLANETARY SHOCK WAVE: An interplanetary shock wave hit Earth's magnetic field on April 19th around 23:50 UT. When the disturbance arrived, the density of solar wind flowing around our planet abruptly quadrupled and a crack opened in Earth's magnetic field. The resulting G2-class geomagnetic storm sparked unusual "electric blue" auroras.
"I've been flying airplanes for 20 years and photographing aurora for 10 years, but I've never seen anything like this before," reports pilot Matt Melnyk who photographed the display from 39,000 feet:

"Electric blue auroras!" he says. "This was while on a red eye flight from Edmonton to Toronto around 4 am over northern Manitoba. Unbelievable sky. I was able to grab some hasty shots with a cell phone."
Auroras are usually green--a sign of oxygen. Rare blue auroras are caused by nitrogen molecules. Energetic particles striking N2+ at the upper limits of Earth's atmosphere can produce an azure glow during intense geomagnetic storms.
During the storm, Northern Lights spilled across the Canadian border into the United States as far south as Indiana. Hongming Zheng, a student at Purdue University, saw the blue glow just five miles from his dorm:

"I was preparing for bed at 1:32 am on April 20th when I read that there was an Interplanetary Shockwave," says Zheng. "I immediately started driving north to see the show. A weak green wisp showed up at 2am and faded, but shortly after 5am a sudden outburst occurred. Purple pillars were easily visible to the naked eye. It's funny how one minute you are in a humid dorm struggling to get the laundry door closed, and the next minute you are chasing one of the most spectacular phenomenon known to man."
What is an interplanetary shock wave? It is a supersonic disturbance in the gaseous material of the solar wind. These waves are usually delivered by coronal mass ejections (CMEs). Indeed, this one might have been a minor CME that left the sun unrecognized earlier this week.
Alternately, it might have been an unusually sharp co-rotating interaction region (CIR). CIRs are transition zones between slow- and fast-moving streams of solar wind. They contain plasma density gradients and magnetic fields that often do a good job sparking auroras. Free: Aurora Alerts

Basilica di San Pietro

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Il 18 aprile 1506, Papa Giulio II poneva la prima pietra della nuova basilica di San Pietro, che sarebbe divenuta il più grande edificio della cristianità. Conoscete tutti i suoi segreti? Ecco qui sei curiosità.

Il 18 aprile 1506, Papa Giulio II, della famiglia dei Medici, poneva a Roma la prima pietra della futura (nuova) basilica di San Pietro, consacrata 120 anni più tardi da Urbano VIII come il più grande edificio della cristianità. Siete appassionati di storia, ammiratori inveterati della Città eterna o semplicemente amatori di fatti insoliti… Ecco sei curiosità che forse ignorate.

1. Non c’è che un unico dipinto nella basilica

Dalle sue origini, il barocco si fonda su tre pilastri elementari che si ritrovano nella maggioranza delle basiliche romane: il colore, il movimento e l’illusione. Ora, se una guida non vi accompagna lungo le vostre peregrinazioni romane, l’ultimo lo scorderete di certo, perché inganna facilmente un occhio non avvertito. Se non si indugia sulle scene che ornano le pareti della basilica, per esempio, facilmente si penserebbe che siano dei dipinti, per via del dettaglio delle rappresentazioni. In realtà la basilica non vanta che un unico quadro! Tutto il resto è interamente decorato in (micro)mosaico, la cui finezza e precisione fanno dimenticare ogni aspetto frazionato nelle differenti scene… Pensate al tempo che c’è voluto per fare la decorazione delle pareti e della cupola!

2. Ci sarebbe dovuto essere un campanile

Numerosi architetti, la cui fama non è più universalmente nota, si sono avvicendati al fine di completare la costruzione della basilica, che impegnò più di un secolo. Tra di loro il Bernini, ugualmente celebre per sculture come quelle della fontana dei Quattro Fiumi, che si può ammirare a Piazza Navona, o la tomba di Urbano VIII. Mentre la basilica cominciava a prendere forma, proprio lui fu incaricato della costruzione di due campanili; in seguito però a un errore di calcolo, il primo crollò, costringendo all’abbandono del progetto originale – il che spiega perché ancora oggi non ve ne siano.

3. Si è reso necessario spostare montagne… letteralmente!

La costruzione dell’attuale basilica di San Pietro fu ordinata da Papa Giulio II (1503-1513), ma prima ve n’era già un’altra, costruita da Costantino a partire dal 319. A quell’epoca, in cui da poco la politica delle persecuzioni era stata abbandonata, il neo convertito Imperatore ordinò di costruire una basilica che avrebbe portato il nome del principe degli apostoli. Il grande circo di Nerone era la “location” ideale per un tale progetto, ma Costantino ordinò che si costruisse la basilica là dove il corpo di san Pietro era stato sotterrato. Per questo egli dovette far spostare non meno di un milione di metri cubi di terra per livellare il terrazzamento necessario alla costruzione. Con i mezzi dell’epoca!

4. Ci si potrebbe mettere dentro la cattedrale di Notre Dame de Paris

Avviso ai francesi, che vedono nella celebre cattedrale di Notre Dame un capolavoro architettonico: in termini di dimensioni, essa resta ben lungi dal gigantismo della basilica di San Pietro, che da sola conta 186 metri di lunghezza e 10mila metri quadrati di superficie. Se penetrate all’interno, vedrete nella navata centrale delle stelle incastonate nel pavimento, indicanti per ciascuna un monumento che la basilica potrebbe contenere. Ora, il punto di riferimento che indica la cattedrale di Notre Dame non si colloca oltre i due terzi della basilica… Una sorpresa che aiuta a prendere coscienza delle proprie dimensioni reali.

5. La cupola avrebbe dovuto far parte della facciata

Se avete occasione di andature a Roma e vi fate una passeggiata sui balconi di Villa Medici, o lungo la Trinità dei Monti, avrete una vista mozzafiato sul Cupolone, che si staglia nettamente sopra gli altri monumenti. Ma se imboccate la famosa Via della Conciliazione, che mena recta via alla basilica, vi renderete conto che man mano che si fa avanti la cupola sparisce progressivamente dietro la facciata. In effetti, in origine la basilica doveva essere costruita con pianta a croce greca, ma il progetto fu modificato da Carlo Maderno per farne una croce latina (con la navata più lunga dei transetti). Quest’ultimo cambiamento ha quindi menomato la prospettiva della cupola, la quale non è più interamente visibile se non da lontano.

6. Il Bernini ha lasciato il proprio rosario in una delle colonne del baldacchino

Una delle ricchezze più impressionanti della basilica è sicuramente il baldacchino fuso dal Bernini. Situato al di sopra dell’altare papale e della tomba di san Pietro, esso comprende quattro colonne tortili che s’innalzano verso la cupola e sostengono il globo terrestre e la croce. Ora, se vi avvicinate alla colonna posteriore sinistra, potrete distinguere il rosario del Bernini fuso nella forma della colonna… Un’eredità perlomeno unica.
[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]
tratto da  https://it.aleteia.org/2018/04/19/basilica-san-pietro-sei-piccoli-segreti/

Everything Is Falling Into Place

venerdì 20 aprile 2018

La guerra è in atto, la decisione di un potente metterà a fuoco tutta la Terra!

La bestia avanza senza impedimenti!
Carbonia, 12.04.18
Ore 22.24/22.38
Gesù confido in Te!
 
Amata Mia sposa, il Mio arrivo è imminente, sorprenderò il mondo e la Mia Chiesa terrena!
Amati figli, è l’ora della Mia venuta, preparate i vostri cuori ad accoglierMi, porterò al mondo la Mia Immensità e nella Mia Divinità prenderò tutti i Miei figli.


Siamo giunti alla fine di un tempo vecchio, la battaglia sarà feroce, la bestia avanza senza impedimenti, il Mio popolo si è prostrato a lui e lui lo dirige verso il fuoco eterno.
Amato popolo Mio, ravvediti in fretta, il tuo Dio ti reclama, fatti forza e abbraccia la Verità, dimentica il tuo passato e vieni a Me perché Io ti manifesterò tutta la Mia Potenza, e nella Mia Gloria, entrerai.
La tua vita Mi appartiene oh uomo, volgi il tuo cuore a Me, non sii imprudente, il tuo cammino sia veritiero in Me.

La campana annunzia l’arrivo di Maria, Colei che vi prenderà in Sua custodia e vi rimetterà in Me, donateLe il vostro si, perché possiate giungere a Me in amore puro.
Popolo Mio, congiungiti a Me, svegliati dal sonno che attanaglia la tua anima e portala a Me che sono in attesa di te per ricondurti nel Mio regno d’amore e gaudio.

Figli Miei, non fatevi servi di satana, rinunciate alle sue seduzioni, siete giunti alla fine di un percorso, la vostra vita sta per essere trasformata, scegliete quindi la trasfigurazione in Me e non nella bestia.
Desiderate nel vostro cuore tornare alla vera vita, una sola è la strada e appartiene a Me. Vi ho preparato un regno di amore e felicità, vi ho destinato al sacerdozio eterno, vi ho chiamati figli e vi donerò la Mia stessa natura Divina.
Non siate stolti, non sciupate la vita per abbracciare la morte, il vostro Dio è vostro Padre, è Colui che tutto ha creato, e vi ha creati per Sé, non per condividervi con satana. Avanzate quindi con il desiderio di tornare a Colui che è la Vita, per entrare nella vita eterna.

La guerra è in atto, la decisione di un potente metterà a fuoco tutta la Terra!

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Pregate, perché il Mio intervento sia repentino, IO manderò il fuoco dal cielo per fermare il fuoco della guerra e mettere 
fine allo scempio di satana. 
Pregate il Mio anticipato ritorno oh uomini,
pregate affinché il mondo ritrovi la pace!
Tenetevi pronti, tutto è per scatenarsi in un inferno.
Pregate, pregate e fate penitenza perché il Cuore del Padre si apra e la Sua ira sia minore.
Vi amo.

Veritas

«Molti sono quelli che cercano la Verità per tutta la vita senza giungere a trovarla. Sembrano folli che vogliano vedere pur tenendo una cavezza di bronzo sui loro occhi e annaspano cercando convulsamente, tanto che sempre più si allontanano dalla Verità, oppure la nascondono rovesciando su essa cose che la loro ricerca folle smuove e fa precipitare. Non può che accadere loro così, perché cercano là dove la Verità non può essere. Per trovare la Verità bisogna unire l'intelletto con l'amore e guardare le cose non solo con occhi sapienti, ma con occhi buoni. Perché vale più la bontà della sapienza. Colui che ama giunge sempre ad avere una traccia verso la Verità. Amare non vuole dire godere di una carne e per la carne. Quello non è amore. È sensualità. Amore è l'affetto da animo ad animo, da parte superiore a parte superiore, per cui nella compagna non si vede la schiava ma la generatrice dei figli, solo quello, ossia la metà che forma con l'uomo un tutto che è capace di creare una vita, più vite; ossia la compagna che è madre e sorella e figlia dell'uomo, che è debole più di un neonato o più forte di un leone a seconda dei casi, e che come madre, sorella, figlia, va amata con rispetto confidente e protettore. Ciò che non è quanto Io dico, non è amore. È vizio. Non conduce all'alto ma al basso. Non alla Luce ma alle Tenebre. Non alle stelle ma al fango. Amare la donna per sapere amare il prossimo. Amare il prossimo per sapere amare Dio. Ecco trovata la via della Verità. La Verità è qui, uomini che la cercate. La Verità è Dio. La chiave per comprendere lo scibile è qui. La dottrina che è senza difetto non è che quella di Dio. Come può l'uomo dare risposta ai suoi "perché", se non ha Dio che gli risponde? Chi può svelare i misteri del creato, anche solo e semplicemente quelli, se non il Fattore supremo che ha fatto questo creato? Come comprendere il prodigio vivente che è l'uomo, essere in cui si fonde la perfezione animale con quella perfezione immortale che è l'anima, per cui dèi siamo se abbiamo in noi viva l'anima, ossia libera da quelle colpe che avvilirebbero il bruto e che pure l'uomo compie, e si vanta di compierle? Basta la buona volontà di trovare la Verità, e prima o poi essa si lascerà trovare. Ma una volta che trovata sia, guai a chi non la segue, imitando i cocciuti di Israele che, avendo già in mano il filo conduttore per trovare Dio - tutte le cose che di Me sono dette nel Libro - non vogliono arrendersi alla Verità e la odiano, accumulando sul loro intelletto e sul loro cuore le macie dell'odio e delle formule, e non sanno che per troppo peso la terra si aprirà sotto il loro passo che crede essere di trionfatore e non è che passo di schiavo dei formalismi, dell'astio, degli egoismi, ed essi saranno ingoiati, precipitando là dove vanno i colpevoli coscienti di un paganesimo più colpevole ancora di quello che dei popoli si sono dati, da se stessi, per avere una religione su cui regolare se stessi.

Maria Valtorta


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In cielo c’è una stella per ciascuno di noi

Christian Bobin, Resuscitare, Piero Gribaudi Editore, 2003 (aforismi scelti)
In cielo c’è una stella per ciascuno di noi, sufficientemente lontana perché i nostri errori non possano mai offuscarla.
Il giorno in cui acconsentiamo a un po’ di bontà è un giorno che la morte non potrà più strappare dal calendario.
Alla mia nascita una fata si è chinata sulla mia culla dicendomi: “Assaporerai una parte minuscola di questa vita e in cambio la percepirai tutta”.
Talvolta ascolto le voci senza lasciarmi distrarre dalle parole che contengono. In quei momenti sono le anime che sento. Ciascuna ha la vibrazione che le è propria. Certe emettono solo note stonate: bisognerebbe che un Dio ne tendesse nuovamente le corde, come un cieco che accorda un pianoforte.
Ho visto un nido in rovina in cima a un grande albero e questa vista era dolce come quella di un cuore che ha compiuto il suo lavoro.
Non c’è nulla di nascosto, è tutto lì sotto i nostri occhi, la vita passata, la vita presente e la vita futura, come tre bambine che si scambiano ridendo delle confidenze su una strada di campagna.
Leggo sulle piccole foglie gialle della betulla, che grondano pioggia e oppongono resistenza al vento che li sferza, come una lettera un po’ affrettata scritta da un Dio povero.
Gli esseri viventi appaiono e scompaiono intorno a me come le colombe che escono dalle mani vuote di un mago. Ho un bel guardare queste mani con attenzione, non trovo alcuna spiegazione.
Nello stesso momento in cui si perde qualcosa di materiale, una moneta d’oro cade nel salvadanaio della Povertà.
Ho trovato Dio nelle pozzanghere d’acqua, nel profumo del caprifoglio, nella purezza di certi libri e persino in certi atei. Non l’ho quasi mai trovato presso coloro il cui mestiere consiste nel parlarne.
La maggior parte della gente perde la propria anima quando fa ingresso nel mondo, con la stessa facilità con cui si perde un libro in un trasloco.
L’amore di certe madri è come una corda passata intorno al collo del figlio: al minimo movimento di quest’ultimo verso la vita, il nodo scivolando si stringe.
Ci sono poche parole a questo mondo che non siano segretamente velate di malinconia ed è una gioia senza pecche scoprire un’anima pura. Sono anime che somigliano ai primi libri dei bambini: contengono poche parole e sono piene di colori.
Quindici secondi di purezza lì, altri dieci secondi là: con un po’ di fortuna nella mia vita, quando la lascerò, ci sarà abbastanza purezza da costituire un’ora.
E’ più facile uccidere Dio che non un passero, ed è più facile lacerare il suo cuore che non un foglio di carta: lo sanno persino i bambini.
Mi piacciono solo gli scritti il cui autore è stato sottratto al mondo, quale che sia a ragione: un dolore infinito, una gioia senza motivo o semplicemente la sensazione di essere un estraneo in terra.
Sul bordo della finestra si è posato un passero, mi ha guardato con una curiosità non priva di beffa, chiedendosi che cosa poteva occuparmi così tanto. E’ volato via quando ha capito che si trattava della stesura di un libro.
A. e D. formavano una coppia dove ciascuno dei due, per stanchezza o per disperazione, aveva rinunciato all’amore dell’altro. Non si erano separati ricomponendo il loro amore a un livello meno elevato, nell’amore comune per i viaggi e i pezzi di antiquariato, legami certamente meno fragili e dolorosi che non l’infinita speranza dell’amore. Da allora, la vita li evitava come l’acqua di un torrente circonda senza ricoprirla una grossa pietra posta al suo centro.
Ho visto posarsi sul ramo della betulla un uccello di cui non conosco il nome, così fiammeggiante da sprofondarmi in uno stupore che è durato a lungo dopo che ha preso il volo. Ogni volta che penso a questo piccolo portatore di fuoco, mi sento nel petto il dolore di non poter dire il suo nome.
Ho appena avuto un incontro silenzioso con un bambino di dieci mesi. Ci siamo guardati negli occhi per più di un quarto d’ora. Negli occhi ci sono più parole che nei libri. Il nostro incontro era di tipo metafisico. Mi rallegravo della sua presenza e lui si stupiva della mia. Siamo giunti alla stessa conclusione che ci ha fatto scoppiare a ridere nello stesso momento.
Ciascuno di noi nasce con un compito solitario da svolgere e coloro che incontra lo aiutano a compierlo oppure gielo rendono ancora più difficile: sfortunato colui che non sa distinguere gli uni dagli altri.
Talvolta vorrei entrare in una casa a caso, sedermi in cucina e chiedere agli abitanti di che cosa hanno paura, che cosa sperano e se capiscono qualcosa della nostra comune presenza sulla terra. Mi hanno ammaestrato a sufficienza perché mi trattenga da questo slancio che, tuttavia, mi sembra il più naturale del mondo.

Commenti

  1. Ciao Fabrizio,
    ieri sera navigando in rete mi sono imbattuto in questo tuo sritto di elogio su Bobin e in particolare sul testo “Resuscitare”. Mi fa un gran piacere ogni volta che scopro qualcuno che conosce e ama Bobin. Hai ragione, si tratta di un grande scrittore, così poco conosciuto ancora da noi in Italia. E il libro in questione è una delle sue perle. Ti ringrazio, a nome dei quattro editori che menzioni e dei quali metti in evidenza il coraggio, io sono uno tra quelli (AnimaMundi). Colgo l’occasione per informarti e informare anche coloro che leggeranno la tua pagina, che a breve, speriamo per dicembre, “Resuscitare” verrà ripubblicato da AnimaMundi e quindi tornerà ad essere nuovamente disponibile ai lettori.
    Un caro saluto da Otranto!
    Giuseppe
  2. Caro Giuseppe, questa è davvero un’ottima notizia. Resuscitare è un libro che non si può non leggere senza sentire un mutamento nella propria visione del mondo. Non so se Resuscitare verrà pubblicato con la traduzione di Laura Majocchi, spero di sì.

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