sabato 23 giugno 2018

Attacco all'Eucaristia


TERREMOTO IN VATICANO: ATTACCO AL SACERDOZIO ATTACCO ALL’EUCARESTIA !!!

L’Eucarestia è sempre stata il bersaglio preferito di chi odia la Chiesa. L’Eucarestia, infatti, riassume la Chiesa. Essa, come osserva un teologo passionista, «compendia tutte le verità rivelate, è l’unica sorgente della grazia, è anticipazione della beatitudine, riepilogo di tutti i prodigi dell’Onnipotenza» (Enrico Zoffoli, Eucarestia o nulla, Edizioni Segno, Udine 1994, p. 70).
Gli attuali attacchi al Sacramento dell’Eucarestia erano stati previsti dalla Madonna a Fatima nel 1917. Alla Cova da Iria la Vergine esortò i tre pastorelli a pregare «Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli è offeso».
E, prima ancora, nella primavera del 1916, l’Angelo era apparso ai bambini tenendo nella sua mano sinistra un calice, sul quale era sospesa un’ostia. Diede la santa Ostia a Lucia, e il Sangue del calice a Giacinta e Francesco, che rimasero in ginocchio, mentre diceva: «Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio».
Il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino, nella sua prefazione al bel libro di don Federico Bortoli, La distribuzione della Comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali (Edizioni Cantagalli, Siena 2017), afferma che questa scena «ci indica come noi dobbiamo comunicare al Corpo e al Sangue di Gesù Cristo».
Secondo il Cardinale, «gli oltraggi che Gesù riceve nell’Ostia santa» sono, in primo luogo «le orribili profanazioni, di cui alcuni ex-satanisti convertiti hanno dato notizia e raccapricciante descrizione»; ma anche «le Comunioni sacrileghe, ricevute non in grazia di Dio, o non professando la fede cattolica». Inoltre: «Tutto ciò che potrebbe impedire la fruttuosità del Sacramento, soprattutto gli errori seminati nelle menti dei fedeli perché non credano più nell’Eucaristia».
Ma il più insidioso attacco diabolico consiste «nel cercare di spegnere la fede nell’Eucaristia, seminando errori e favorendo un modo non confacente di riceverla; davvero la guerra tra Michele e i suoi Angeli da una parte, e Lucifero dall’altra, continua nel cuore dei fedeli: il bersaglio di satana è il Sacrificio della Messa e la Presenza reale di Gesù nell’Ostia consacrata». Questo attacco segue a sua volta due binari: il primo è «la riduzione del concetto di ‘presenza reale’», con la vanificazione del termine “transustanziazione”.
Il secondo è «il tentativo di togliere dal cuore dei fedeli il senso del sacro». Scrive il cardinale Sarah: «Mentre il termine “transustanziazione” ci indica la realtà della presenza, il senso del sacro ce ne fa intravedere l’assoluta peculiarità e santità. Che disgrazia sarebbe perdere il senso del sacro proprio in ciò che è più sacro! E come è possibile? Ricevendo il cibo speciale allo stesso modo di un cibo ordinario».
Poi ammonisce: «Che nessun sacerdote osi pretendere di imporre la propria autorità su questa questione rifiutando o maltrattando coloro che desiderano ricevere la Comunione in ginocchio e sulla lingua: veniamo come i bambini e riceviamo umilmente in ginocchio e sulla lingua il Corpo di Cristo».  
Le osservazioni del cardinale Sarah sono più che giuste, ma vanno inquadrate in un processo di secolarizzazione della liturgia che ha la sua origine nell’equivoco Novus Ordo Missae di Paolo VI del 3 aprile 1969, di cui l’anno prossimo ricorderemo l’infausto cinquantenario.
Questa riforma liturgica, come scrivevano i cardinali Ottaviani e Bacci, presentando il loro Breve esame critico, ha rappresentato «sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino». Alla teologia tradizionale della Messa se ne è sostituita una nuova, che ha rimosso la nozione di sacrificio e ha illanguidito, nella prassi, la fede nell’Eucarestia.
D’altra parte, l’apertura ai divorziati risposati, incoraggiata dall’Esortazione Amoris laetitia, e l’intercomunione con i protestanti, auspicata da molti vescovi, cosa sono se non oltraggi all’Eucarestia? Il sacerdote bolognese don Alfredo Morselli ha ben illustrato le radici teologiche che legano l’Amoris laetitia e l’intercomunione con gli evangelici (https://cooperatores-veritatis.org/2018/05/06/in-principio-era-lazione-il-legame-tra-amoris-laetitia-e-lintercomunione-con-gli-evangelici/).
Aggiungiamo che l’attacco all’Eucarestia è divenuto oggi un attacco all’Ordine Sacro, per lo stretto legame che unisce i due sacramenti. La costituzione visibile della Chiesa è fondata sull’Ordine, il sacramento che rende il battezzato partecipe del sacerdozio di Cristo; il sacerdozio è esercitato principalmente nell’offerta del Sacrificio eucaristico che esige il prodigio della transustanziazione, dogma centrale della fede cattolica.
Se la presenza di Cristo nel Tabernacolo non è reale e sostanziale e la Messa è ridotta a semplice memoria, o simbolo, di quel che avvenne sul Calvario, non c’è bisogno di sacerdoti che offrano il sacrificio e poiché nella Chiesa la gerarchia è fondata sul sacerdozio, viene meno la costituzione della Chiesa e il suo Magistero.
In questo senso l’ammissione all’Eucarestia dei divorziati risposati e dei protestanti ha un nesso con la possibilità di attribuire il sacerdozio a laici sposati e di conferire gli ordini sacri minori alle donne. L’attacco all’Eucarestia è attacco al sacerdozio.
Non c’è nulla di più grande, di più bello, di più commovente, della misericordia di Dio nei confronti del peccatore. Quel Cuore che ha tanto amato gli uomini, per l’intercessione del Cuore Immacolato di Maria, a cui è inscindibilmente legato, vuole portarci a godere la felicità eterna in Paradiso e nessuno, neanche il peccatore più incallito, può dubitare di questo amore salvifico.
Per questo non dobbiamo mai perdere la fiducia in Dio, ma conservarla fino all’estremo della nostra vita, perché mai nessuno è stato ingannato da questa ardente fiducia. Il Signore non ci inganna, ma noi possiamo cercare di ingannare Lui e possiamo ingannare noi stessi. E non c’è inganno più grande di far credere che è possibile salvarsi senza pentirsi dei propri peccati e senza professare la fede cattolica.
Chi pecca, o vive nel peccato, se si pente, si salva; ma se presume di ingannare Dio, non si salva. Non è Dio che lo condanna è egli stesso che, accostandosi indegnamente ai sacramenti, mangia e beve il cibo della propria condanna. È san Paolo che lo spiega ai Corinti, con queste gravi parole: «Chi mangia il pane, o beve il calice del Signore indegnamente, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore. Che ciascuno esamini se stesso, prima di mangiare di quel pane e bere di quel calice; poiché chi mangia e beve indegnamente, se non distingue il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna» (1 Cor. 11, 27-29). San Paolo constatava poi che, nella chiesa di Corinto, in seguito a comunioni sacrileghe, molti erano i casi di persone che misteriosamente si ammalavano e morivano (1 Cor 11, 30).
Triste è la sorte di chi non si accosta ai sacramenti perché si ostina a vivere nel peccato. Peggiore è il destino di chi si accosta sacrilegamente ai sacramenti, senza essere in grazia di Dio. Più grave ancora è il peccato di chi incoraggia i fedeli a comunicarsi in stato di peccato e amministra loro illecitamente l’Eucarestia. Sono questi gli oltraggi che feriscono e trafiggono più profondamente il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria.
Sono questi i peccati che esigono la nostra riparazione, la nostra presenza accanto al Tabernacolo, la nostra difesa pubblica dell’Eucarestia contro ogni genere di profanatori. Così facendo ci assicureremo la nostra salvezza e quella del nostro prossimo e accelereremo l’avvento del Regno di Gesù e di Maria sulla società, che non tarderà ad instaurarsi sulle macerie del mondo moderno.
Roberto de Mattei
Fonte Corrispondenza Romana

Libro Azzurro - Don Stefano Gobbi

"I MIEI TEMPI SONO ARRIVATI
 
Sono giunti i tempi da Me predetti a Fatima.
Oggi ricordate l'anniversario della mia ultima apparizione, confermata dal miracolo del sole.
Allora Io vi ho predetto quanto state vivendo in questi anni della purificazione e della grande tribolazione.


- Vi ho predetto il grande CASTIGO, che avrebbe colpito questa povera umanità tornata pagana, che ha costruito una nuova civiltà senza Dio ed è minacciata dalla violenza, dall'odio, dalla
guerra e corre il pericolo di distruggersi con le sue mani.

I miei interventi straordinari, che ho compiuto per condurla sulla strada della conversione e del suo ritorno al Signore, non sono stati accolti né creduti.
Così ora vi trovate alla vigilia della grande prova che Io vi ho predetto: sarà la suprema manifestazione della divina giustizia e della misericordia.
Scenderà fuoco dal cielo e l'umanità sarà purificata e completamente rinnovata, così da essere pronta ad accogliere il Signore Gesù, che tornerà a voi nella gloria.
 

- Vi ho anche predetto la grave crisi che sarebbe avvenuta nella CHIESA, a causa della grande
APOSTASIA entrata in essa
, per la diffusione sempre più vasta degli errori, per la sua interiore divisione, per la opposizione al Papa e per il rifiuto del suo Magistero.
Questa mia amatissima figlia deve vivere le ore della sua agonia e della sua passione dolorosa; sarà abbandonata da tanti suoi figli.
Il vento impetuoso della persecuzione si abbatterà su di essa e tanto sangue sarà versato anche da parte dei miei figli prediletti.

Mauna Loa

Hawaii: allerta gialla per il Mauna Loa, il più grande vulcano attivo del mondo

Il Mauna Loa è il più grande vulcano attivo del mondo e copre metà della Grande Isola delle Hawaii

vulcano Mauna Loa
Mauna Loa
Il vulcano Kilauea delle Hawaii erutta ormai da oltre un mese e non mostra segni di rallentamento. Sulla Grande Isola, però, c’è un altro vulcano che sta impegnando gli esperti. Parliamo del Mauna Loa, il più grande vulcano attivo del mondo, che copre metà dell’isola e che ora è posto sotto allerta gialla.
Questo tipo di allerta significa che il vulcano “sta mostrando segni di grande agitazione al di là della nota attività di fondo”, spiega il Servizio Geologico statunitense (USGS). Da quando il Kilauea ha cominciato ad eruttare, il Mauna Loa mostra ulteriori segni di attività dopo il terremoto di magnitudo 6.9 sulla cima del Kilauea.
Il vulcano ha visto qualche terremoto di bassa magnitudo al di sotto della sua superficie, il che ha indotto l’USGS a porlo sotto allerta nel caso di ulteriori sviluppi. Se dovesse mostrare maggiore agitazione e il potenziale per un’eruzione, sarebbe posto sotto un’allerta arancione, che può anche significare che l’eruzione è in corso ma senza alcuna minaccia. 


venerdì 22 giugno 2018

Sakurajima volcano eruption in Kagoshima, Japan

MARTIAN DUST STORM GOES GLOBAL

MARTIAN DUST STORM GOES GLOBAL: It's official: A massive dust storm on Mars is now a global event, according to NASA. The storm swallowed NASA's Opportunity rover in early June, silencing the solar powered robot. Two weeks later the dust cloud has encircled all of Mars. NASA's nuclear-powered Curiosity rover is still functioning and reports that the opacity of the air doubled over the weekend, setting a new record for airborne dust. Stay tuned for updates.
SOLAR MINIMUM SUNSPOT: During the past 24 hours, sunspot AR2715 has almost quadrupled in size, growing two dark cores larger than Earth. The active region is now crackling with low-level solar flares such as this C2-class explosion recorded by NASA's Solar Dynamics Observatory at 01:15 UT on June 21st:



A pulse of extreme ultraviolet radiation from the flare briefly ionized the top of Earth's atmosphere above the Pacific Ocean (map), causing a shortwave radio brownout at frequencies below 10 MHz. People who might have noticed the disturbance include mariners and ham radio operators.
This is a "Solar Minimum sunspot." In recent months, sunspot numbers have plummeted as the solar cycle shifts toward a deep minimum. On more than half of the days so far in 2018, the face of the sun has been completely blank without any sunspots at all. Even during Solar Minimum, however, big sunspots pop up from time to time--hence, AR2715. We will monitor this region carefully and post frequent updates about its growing potential for flares

http://spaceweather.com/

le amnesie di Bergoglio

LE AMNESIE DEL PONTEFICE. PEZZO GROSSO HA UNA SUA IPOTESI, AFFASCINANTE…

22 giugno 2018 Pubblicato da Lascia il tuo commento --

Marco Tosatti

Cari lettori di Stilum Curiae, abbiamo ricevuto una breve mail di Pezzo Grosso. Si riferisce all’intervista concessa dal Pontefice regnante all’agenza Reuters, e in particolare alla frase sui Tubi, i quattro cardinali e la lettera. Pezzo Grosso avanza un’potesi totalmente diversa da quelle presentate fino ad oggi, qui e su altri siti; ed è un’ipotesi interessante, se non altro per la sottigliezza di pensiero che comporta, e che presuppone nella mente dell’intervistato.
Caro Tosatti, questa volta solo due righe provocatorie. Mi riferisco alle esternazioni di Sua Santità sulla sua venuta a conoscenza della lettera dei Dubia leggendo i giornali. questa dichiarazione è talmente facilmente smentibile (da persone e fatti) che sembrerebbe frutto di un sofisticato pensiero contorto, più che una non riflettuta confessione pubblica. E’ evidente che se fosse vera dovrebbe licenziare un po’ di persone intorno a sé, responsabili dell’occultamento della lettera, ma non lo fa perché l’obiettivo (intuibile e deducibile) è un altro. E’ ridicolizzare il ruolo del Pontefice, è fargli perdere credibilità, portandolo ad esser considerato e riconosciuto un qualsiasi uomo pieno di difetti errori ecc. Se lei ci pensa, caro Tosatti, ciò è coerente con tutto ciò che è avvenuto e sta avvenendo da 5 anni. Dalla apertura ai luterani al dialogo ecumenico e la sua rivoluzione annunciata. Se il Papa non è la pietra su cui Cristo fondò la sua Chiesa, cosa diventa lui e la Chiesa? Ci si rifletta su. E poi mica c’era il registratore a registrare le parole di Cristo dette a Pietro, no? A tal proposito prendo l’occasione per dichiarare che se la storia credibile deve esser quella registrata con un registratore, la storia credibile dell’umanità comincia con il 1900. Edison infatti inventò il registratore a fine ‘800 e questo fu presentato alla esposizione universale del 1900…Le conseguenze sono intuibili anch’esse…”.
Pezzo Grosso.




http://www.marcotosatti.com/2018/06/22/le-amnesie-del-pontefice-pezzo-grosso-ha-una-sua-ipotesi-affascinante/

giovedì 21 giugno 2018

Francesco e i Dubia

Il Cardinale Brandmüller si interroga sulle affermazioni di Francesco di non aver ricevuto i Dubia prima della pubblicazione.

Oggi, il 20 giugno, la Reuters ha pubblicato una nuova intervista con Papa Francesco. Anche se l’intervista sta facendo notizia a causa delle critiche del Papa alla politica di immigrazione del presidente Donald Trump, contiene anche un’altra controversa affermazione: il papa si sorprende ora che ha solo sentito parlare dei Dubia (riguardante il suo documento Amoris Laetitia ) “dai giornali” – un’affermazione che il cardinale Walter Brandmüller ha ora messo in discussione nei commenti a OnePeterFive. Dal testo dell’intervista:
Il papa ha anche commentato le critiche interne al suo papato da parte dei conservatori, guidate dal cardinale americano Raymond Leo Burke.
Nel 2016, Burke e altri tre cardinali hanno lanciato una rara sfida pubblica a Francis su alcuni dei suoi insegnamenti in un importante documento sulla famiglia, accusandolo di seminare disorientamento e confusione su importanti questioni morali.
Francis ha detto di aver sentito parlare della lettera dei cardinali che lo critica “dai giornali … un modo di fare cose che è, diciamo, non ecclesiale, ma facciamo tutti degli errori”.
Prese a prestito l’analogia di un defunto cardinale italiano che paragonò la Chiesa a un fiume che scorreva, con spazio per diversi punti di vista. “Dobbiamo essere rispettosi e tolleranti, e se qualcuno è nel fiume, andiamo avanti”, ha detto. [enfasi aggiunta]
Implica quindi che i cardinali di Dubia non seguissero le giuste procedure ecclesiali e violassero la legge di cortesia nei confronti del papa rendendo il loro testo pubblico senza prima inviarlo a lui privatamente.
Abbiamo anche contattato il cardinale Walter Brandmüller, uno dei quattro cardinali firmatari dei Dubia , chiedendogli un commento. Il cardinale ha risposto per iscritto e ha dichiarato quanto segue:
Dubia sono stati pubblicati per la prima volta – penso che siano passati due mesi – dopo che il Papa non ha nemmeno confermato la loro accoglienza. È molto chiaro che abbiamo scritto direttamente al Papa e allo stesso tempo alla Congregazione per la Fede. Cosa dovrebbe essere lasciato che non è chiaro qui?
Il giornalista vaticano Edward Pentin ha scritto su  Twitter  ieri, contestando anche il racconto del papa, dicendo “ha ricevuto i dubia due mesi prima che i cardinali li rendessero pubblici e ha incaricato il card. Muller di non rispondere. La memoria cede forse. “Qui Pentin si riferiva al cardinale Gerhard Müller – allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (CDF). OnePeterFive ha raggiunto ora il segretario del Cardinale Müller, chiedendogli conferma di questa nuova affermazione papale, ma al momento non ha ricevuto risposta.
Cerchiamo di ricapitolare gli eventi che hanno portato alla pubblicazione della Dubia nel 2016:
Innanzitutto, il 19 settembre 2016, i quattro cardinali Dubia (insieme a due prelati che hanno preferito rimanere sconosciuti e sullo sfondo) hanno scritto una lettera a Papa Francesco che conteneva i cinque Dubia – domande di dubbio – riguardanti la sua esortazione post-sinodale Amoris Laetitia . Hanno aspettato per due mesi e non hanno ricevuto alcuna risposta ufficiale alla loro lettera – né da Papa Francesco né dalla CDF, a cui avevano anche inviato una copia.
Poi, il 14 novembre 2016, i quattro dubia cardinali – Carlo Caffarra, Raymond Burke, Walter Brandmüller, e Joachim Meisner – hanno reso pubblica la loro lettera al Papa Francesco, sperando così di favorire un discorso sulla questione del Amoris Laetitia. Come Pentin aveva poi riportato:
Mentre il Papa decise di non rispondere ai dubia , i quattro firmatari dissero di aver letto “la sua decisione sovrana come un invito a continuare la riflessione e la discussione, con calma e rispetto”, e quindi hanno deciso di informare “l’intero popolo di Dio” sulla nostra iniziativa e offrendo tutta la documentazione. “
Nel dicembre 2016, il cardinale Müller ha dichiarato in un’intervista che il CDF parla “con l’autorità del papa” e che quindi non potrebbe “partecipare alla disputa controversa”. Come ha commentato Deacon Nick Donnelly all’EWTN in risposta a questa storia, “Anche se il cardinale Müller non esce e lo dice, la sua intervista con  Kathpress implica fortemente che papa Francesco gli abbia detto che la Congregazione per la Dottrina della Fede non deve rispondere ai dubia dei quattro cardinali su Amoris Laetitia “.
Il tweet di Pentin oggi sembra confermare questa interpretazione delle dichiarazioni del cardinale.
L’impeto è ora in Vaticano per correggere la dichiarazione del papa. In caso contrario, si danneggerebbe il buon nome dei quattro cardinali Dubia allora – due dei quali sono morti – implicandoli nell’incapacità di seguire le corrette procedure ecclesiali. Ciò che è stato chiaro dopo la prima emissione dei brandmullerDubia è stata la cautela con cui i quattro si sono avvicinati alla questione. La loro rettitudine, il loro carattere morale, il loro amore per la Chiesa e il Papa, indicano che non avrebbero mai intrapreso azioni al di fuori delle procedure ecclesiali stabilite per affrontare tali questioni.
OnePeterFive ha contattato l’ufficio stampa del Vaticano per un commento, ma al momento non abbiamo ricevuto risposta.
Maike Hickson

https://benedettoxviblog.wordpress.com/2018/06/21/il-cardinale-brandmuller-si-interroga-sulle-affermazioni-di-francesco-di-non-aver-ricevuto-i-dubia-prima-della-pubblicazione/